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OASI DEL QUADRONE L'oasi di protezione faunistica "Cassa del Quadrone" é stata riconosciuta nel 1985 dalla Provincia di Bologna come oasi provinciale di protezione faunistica, grazie al finanziamento regionale e alla disponibilità della Cooperativa L.A.C.M.E. proprietaria dei terreni, che ha permesso la realizzazione di un centro visite, di strutture di osservazione e di un itinerario attrezzato E' una piccola zona umida situata a nord-est di Medicina, in vicinanza della frazione Buda, fra le poche nella nostra provincia non a carattere faunistico-venatorio. L'estensione del nucleo vallivo é di circa 40 ettari e comprende una cintura di coltivi che racchiude vari specchi d'acqua e un bosco igrofilo. La sua importanza é dovuta alla notevole diversità biologica che la distingue e alla caratteristica di essere luogo di sosta e di nidificazione di una ricca avifauna. FLORA E VEGETAZIONE Le acque lente che delineano l'aspetto dell'Oasi ospitano una ricca flora di idrofite ed elofite. Le piante che vivono a più stretto contatto con l'acqua, dette appunto idrofite, si possono osservare galleggianti sulla superficie, parzialmente o totalmente sommerse da essa. Frequenti sono la minuscola lenticchia d'acqua, il ceratofillo comune (specialmente nei fossi), la mestolaccia comune e la sagittaria, ora praticamente scomparsa ovunque, tanto da essere inclusa nell'elenco delle 15 piante più rare d'Italia. Singolare è l'utricolaria, una pianta carnivora dai fiori gialli le cui radici fluttuanti possiedono delle vescicole in cui inglobano minuscoli invertebrati. E' presente, anche se più raro, il morso di rana dalle foglie cuoriformi e i piccoli fiori bianchi a 3 petali. Magnifici sono in primavera i fiori della ninfea comune, che emergono dalle acque fra le grandi foglie circolari. Per quanto riguarda, invece, la vegetazione elofitica, che vive parzialmente emersa nelle acque basse, domina la canna palustre che occupa ampi settori della valle. Ai margini e lungo i canali si possono osservare i fiori ed i frutti del coltellaccio maggiore e i fusti dei giunchi. Sempre in primavera, poi, l'Oasi si colora delle preziose fioriture del bianco campanellino estivo, anch'esso inserito nell'elenco della flora regionale protetta, mentre lungo i canali risaltano i vistosi fiori gialli del giglio acquatico. Dove nel passato esisteva un'area allagata, grazie al processo di interramento al quale sono soggette le zone umide, sorge ora il bosco igrofilo. E' costituito principalmente da salici bianchi dalle notevoli dimensioni e, in misura minore, da pioppi neri e ciliegi. Tra gli arbusti é frequente il sambuco nero, mentre nel sottobosco proliferano gli equiseti e i larici. FAUNA VERTEBRATA ED INVERTEBRATA Il Quadrone, come tutti i lembi di territorio fra il bolognese ed il ferrarese che sono arrivati fino ad oggi senza essere prosciugati, crea un importante biotopo che ospita svariate specie animali. Grazie alle sue dimensioni piuttosto limitate, é possibile l'osservazione ravvicinata di varie specie. Quella certamente più importante, oltre ad essere il simbolo dell'oasi, è il mignattino piombato, un agile laride dal becco rosso che si nutre di piccoli pesci o invertebrati acquatici e che nidifica fra le ninfee durante il mese di giugno. Fra il canneto, invece, si possono avvistare specie rare quali il tarabuso e l'airone rosso. Altre specie nidificanti più comuni e visibili sono la folaga e la gallinella d'acqua, lo svasso maggiore (tranne nel periodo in cui lo specchio d'acqua gela), il germano reale ed il martin pescatore. Regolarmente presenti, infine, anche al di fuori del periodo riproduttivo, sono il gabbiano comune e quello reale, le allodole e le gazze. Ma all'interno di un ecosistema complesso come quello del Quadrone, vivono anche specie meno spettacolari degli uccelli, a partire dai microorganismi fino ad arrivare a varie specie di insetti come gli scorpioni d'acqua, i gerridi e il ditisco marginato, un grande coleottero in grado di catturare anche piccoli pesci. Nelle acque tranquille fra i canneti depone le sue uova la rana verde, mentre sugli argini é possibile scorgere il capo fuori dall'acqua della biscia dal collare o la testuggine palustre. Fra i mammiferi ricordiamo la lepre, le arvicole, i toporagni , la volpe e la donnola. |
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