La Città di Medicina è stata invitata dalla Città di Ravenna a partecipare alla commemorazione del 698° anniversario della morte di Dante Alighieri in quanto “Città dantesca”.

L’Annuale della morte di Dante, ogni seconda domenica di settembre, è suggellato dall’incontro tra Ravenna e Firenze, che offre l’olio per la lampada votiva. In questo incontro è racchiusa l’intera vicenda storica del poeta e dunque le terre che sono state attraversate in vita e cantate nel poema sacro.

Da quest’anno, per dare alla celebrazione la dimensione dell’abbraccio all’altissimo poeta, sono state invitate tutte le Città dantesche a conferire il proprio gonfalone.

L’itinerario urbano del corteo è stato punteggiato di poesia grazie alla collaborazione con Marco Martinelli e Ermanna Montanari fondatori del Teatro delle Albe che, sulla scorta  di Cantiere Dante, lo straordinario progetto da loro ideato e diretto realizzato su commissione di Ravenna Festival, hanno elaborato  un’azione corale, un corteo guidato da artisti disposti a lasciarsi a loro volta guidare da Dante.

Lucia Battaglia Ricci ha illustrato, nella Sala Dantesca, il contributo della sua ricerca fondamentale sul “commento illustrato”, il monumentale apparato figurativo che nei secoli ha reso possibile la potenza immaginifica della Commedia. L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, rafforzando così la relazione profonda tra le città a cui si legano la nascita e la morte del più grande poeta dell’Occidente, ha celebrato nella Basilica di San Francesco la Messa di Dante che si è conclusa con la benedizione dell’olio che è poi stato offerto in processione alla tomba del poeta.

La Città di Medicina è ricordata nella Divina Commedia grazie al personaggio di Pier da Medicina, che qualcuno identifica con Pietro di Aino, del quale si hanno notizie fino al 1277.

Dante lo incontra nell’Inferno tra i seminatori di discordia (XXVIII, vv. 64-90) e lo descrive orrendamente mutilato da tagli sul volto (del naso, di un orecchio) e con un buco nella gola che quando parlava faceva uscire schizzi rossi di sangue. Dopo aver malinconicamente pregato Dante di ricordarsi di lui se passa nella pianura emiliana, dove appunto si trova Medicina, egli fa una raccomandazione a due personaggi di Fano (Guido del Cassero ed Angiolello da Carignano), predicendo la loro morte violenta per mano del tiranno Malatestino I Malatesta, poi afferra per la bocca il dannato accanto a sé e mostra con dispregio a Dante come egli abbia tagliata la lingua (Curione).

Gli antichi commentatori dicono, sulla scorta del passo dantesco, che seminò discordia a Bologna, o tra Bologna e Firenze, e fu forse tra i signori di Medicina, che venivano chiamati “cattani”. Il commentatore antico Benvenuto da Imola, forse più affidabile perché di quelle zone, dice che Piero si era arricchito con l’arte di seminare discordie, e Dante lo avrebbe conosciuto quando sarebbe stato ospite della corte dei Cattani di Medicina.

L’assessore alla Cultura Enrico Caprara e l’assessore al Turismo Lorenzo Monti, accompagnati dal Gonfalone della Città, hanno rappresentato Medicina in questo importante evento culturale.

 

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco