Descrizione delle sezioni

La sezione archeologica espone materiali di provenienza locale relativi alle Età del Bronzo (da un abitato), del Ferro e romana (da fattorie e ville distribuite nel territorio centuriato) e soprattutto all’epoca medievale (dal castello alto-medievale di Trifolce e dai villaggi sorti nel corso del basso medievo, due dei quali – Galisano e Villafontana, raro esempio di insediamento rurale medievale fortificato – sono raffigurati con plastici ricostruttivi che illustrano le tecniche costruttive e le forme dell’insediamento di quel periodo).

La sezione della Musica vede una ricostruzione fedele del laboratorio del maestro liutaio Ansaldo Poggi (nato a Villafontana nel 1893 e morto nel 1984), con una coppia di violini d’autore (di Giuseppe Fiorini, 1913 e di Ansaldo Poggi, 1933), nonché testimonianze sulla Banda cittadina, attiva almeno dal 1844 testimoniano la radicata tradizione medicinese nella musica e nell’artigianato artistico.

L’arte sacra e devozionale presenta una collezione di ceramiche votive e alcune pregevoli opere d’arte di carattere sacro attestano le forme di devozione religiosa radicate nella comunità, prezioso il paliotto in scagliola della chiesa del Suffragio attribuito a Giacomo Sarti (sec. XVIII.

La sezione dell’arte e dell’architettura documenta un intenso sviluppo artistico della città nei secoli XVII e XVIII attraverso la storia delle chiese e dei palazzi, l’ opera dei principali architetti bolognesi del periodo: Giuseppe Antonio Torri, Alfonso Torreggiani, Giuseppe Antoni Ambrosi, Ferdinando Bibiena, Carlo Francesco Dotti. Sono qui inoltre esposti disegni e progetti dei due maggiori architetti medicinesi, Angelo Venturoli e Francesco Saverio Fabri.

La sezione della farmacopea testimonia la tradizione medica della comunità – il cui nome deriva dal sostantivo latino medicina “luogo ove si medica, ci si cura” – ed è illustrata dai quattro preziosi erbari provenienti dal Convento dei Padri Carmelitani medicinesi, risalenti ad un periodo compreso tra gli inizi del XVII e gli inizi del XVIII secolo, nonché dalla ricostruzione dell’ottocentesca Farmacia dell’Ospedale, con parte degli arredi originali e il corredo dei vasi in ceramica e porcellana, vetri e utensili; e infine dalla documentazione sul veterinario di origini medicinesi Adelmo Mirri.

La cultura materiale della comunità è richiamata dal tipico telaio della pianura bolognese dei Tinti e dagli utensili del costruttore di filarini (ossia gli arcolai per la filatura) Silvio Marabini (1896-1984), mentre la scienza meccanica è attestata dalla grande macchina dell’orologio costruito per la Torre Civica di Medicina da Vincenzo Burzi nel 1824. Importante è la raccolta di 23 burattini scolpiti – in gran parte realizzati nella prima metà del Novecento dalla compagnia dei fratelli Filippo, Emilio e Augusta Frabboni, eredi della tradizione bolognese ottocentesca – accompagnati da una ricca serie di attrezzeria e accessori di scena, numerosi capi di abbigliamento e 26 fondali scenografici a tempera. Seguono i principi della tradizione bolognese ottocentesca in particolare le modalità di costruzione degli abiti, probabilmente quasi tutti realizzati da Augusta Frabboni, nei quali il buratto (il camiciotto che consente di inguantare il burattino) è costituito da un tessuto di canapa rivestito esternamente da un tessuto di lana o cotone pesante, su cui è applicato un gilet con bottoni completato da un abito soprastante che spesso caratterizza il personaggio. La raccolta è stata acquisita da un burattinaio d’identità incerta, forse quell’Agostino Serra che era solito tenere spettacoli di burattini presso le Scuole Elementari del paese; depositata presso le stesse Scuole (dove venne utilizzata per spettacoli curati dalle maestre) negli anni ‘50 del Novecento, fu trasferita nel 2001 al Museo per iniziativa del Direttore didattico Raffaele Romano Gattei.

Piccola bibliografia

G. Rimondini, L. Samoggia, E. Caparra, Palazzo, opere architettoniche e artistiche della Comunità di Medicina, Bologna, 1984

L. Grossi (a cura di), Il Museo civico di Medicina catalogo-guida, Bologna, Pàtron, 1998.

Insediamenti medievali nella pianura tra Sillaro e Quaderna (IX-XI secoli), Bologna, 1987

G. Rimondini, L. Samoggia, Francesco Saverio Fabri, architetto, Bologna, 1979

 Sulla raccolta di burattini e la compagnia Frabboni:

M. Cuoghi Costantini, I.Silvestri (a cura di), Il filo della storia: tessuti antichi in Emilia Romagna, Bologna, CLUEB, 2005, p. 289.

Guarino M., Fabbri I. ( a cura di), Chi è di scena!: Burattini e Marionette in Emilia-Romagna, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Bologna, 2009.

Guarino M. (a cura di,) Chi è di scena, Baracche, burattini e marionette dalle collezioni emiliano-romagnole, supplemento a “IBC”, 1999

A. Cervellati, Storia dei burattini e burattinai bolognesi, editore Cappelli, Bologna 1964, pag. 255

Burattini, Marionette, Pupi. Mostra di Palazzo Reale 25 giugno – 2 novembre 1980, Silvana Editoriale, Milano 1980, p. 295

Orario

La prima domenica del mese:

dalle ore 10.00 alle ore 12.00
dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Il Museo rimane chiuso nei mesi di gennaio, luglio e agosto.

Consulta la pagina “Agenda appuntamenti” di questo sito per conoscere le aperture del Museo.

L’ingresso è gratuito nel giorno previsto di apertura.

Note

Il Gruppo Culturale di Ricerche Storiche ed Archeologiche organizza visite guidate gratuite.
E’ possibile effettuare visite scolastiche previa prenotazione telefonica alla Responsabile.
Sono previste aperture straordinarie in occasione di determinati eventi culturali cittadini.

Ufficio di riferimento

Hai trovato utili queste informazioni?