Presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico sono depositati i moduli per la raccolta firme proposta dal Comitato popolare difesa beni pubblici e comuni Stefano Rodotà.

La scadenza della raccolta è stata prorogata al 10 agosto 2019

La proposta prevede la revisione della formulazione dell’art.810 del Codice Civile, per qualificare come beni le cose le cui utilità possono essere oggetto di diritti, introducendo la categoria dei beni comuni.

Sono beni comuni, tra gli altri: i fiumi, i torrenti e le loro sorgenti; i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi come definiti dalla legge , le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota , i ghiacciai e le nevi perenni; i lidi e i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; i beni archeologici, culturali, ambientali e le altre zone paesaggistiche tutelate.

L’introduzione di tale categoria si pone la finalità di garantire una maggior tutela a quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali ed al libero sviluppo della persona umana.

 

Comunicazione a cura dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico