Dopo la pausa estiva riprende il percorso partecipativo sulla riqualificazione di Borgo Paglia a Medicina.

Ritrovo all’incrocio tra via Luminasi e via Simoni alle ore 10:00 di sabato 7 settembre.

In seguito ai primi due incontri del 29 giugno e del 16 luglio, sono stati raccolti alcuni spunti per progettare gli interventi di riqualificazione che in questa occasione saranno consegnati all’Amministrazione Comunale, aprendo inoltre il confronto su possibili sperimentazioni di attività ed eventi culturali da organizzare prima e durante il cantiere.

Al termine dell’incontro, per concludere in compagnia questa prima fase del processo, è prevista la spaghettata del Borgo organizzata dagli abitanti ed offerta a tutti i partecipanti.

L’obiettivo del percorso partecipativo “Borgo Paglia in Comune” è arrivare alla definizione di un progetto condiviso finalizzato a migliorare il Borgo nella qualità dello spazio per le persone che lo vivono, valorizzando insieme le potenzialità naturali dell’area. Insieme ai Progettisti e all’Amministrazione gli abitanti possono immaginare e mettere anche in pratica nuovi usi dello spazio pubblico e della futura Casa di Quartiere.

Per partecipare è preferibile registrarsi attraverso il seguente form: https://forms.gle/MhsJxLNXRn69EJHt7

 

La storia del Borgo inferiore (Borgo Paglia) al Baurg

All’interno della piccola Medicina che fu si potevano riconoscere sei “quartieri”: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg.

Il borgo inferiore (borgo Paglia) era il luogo dei diseredati, operai agricoli, lavoratori poveri, gente “da basto e da galera” che aveva il suo vero e proprio ghetto in “Buci Stronzi”, l’area un po’ appartata e all’aria aperta dove ci si recava per sopperire alle proprie esigenze fisiologiche, non essendoci i servizi igienici all’interno delle case, nei pressi della quale i più sfortunati vivevano.

L’edificio più rappresentativo è sicuramente il macello vecchio. Imponente costruzione risalente al 1844, progettata dall’ingegnere Angelo Emiliani, che aveva come fine, più che l’utilità della macellazione, la bellezza dello stesso che si mostrava a chi avesse percorso la via San Vitale (che allora era poco più di una strada bianca) da Ravenna verso Bologna. Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il “Norge”. Il Norge era il dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la sua trasvolata sul Polo Nord del 1926, ripetuta nel 1928 con al seguito il telegrafista medicinese Giuseppe Biagi. Molto probabilmente per le dimensioni, l’edificio era stato paragonato al mitologico dirigibile.

Al Baurg assunse dignità di borgata quando fu costruito il caseggiato popolare delle “case nuove” e il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare in seguito alla costruzione fuori città del macello nuovo (1925).

Le case nuove, al Ché Novi, erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo costruite tra il 1910 e il 1911, che andarono completamente a nascondere l’imponente edificio del macello vecchio, il Norge. Il Comune si trovò nella necessità di alloggiare diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri pericolanti e malsani, oltre ad un certo numero di sfrattati di Portonovo. Le famiglie sistemate nelle case nuove furono 36 e ogni nucleo famigliare, indipendentemente dal numero dei componenti, disponeva soltanto di una camera e di una cucina. I servizi igienici erano al centro del cortile in comune: quattro gabinetti e due lavanderie.

Al Borgo si viveva in una comunità a sé stante che si realizzava attorno alla “Piazatta”, piazza Cuppini, dove si potevano trovare le botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

 

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco