La cimice Halyomorpha halys è una specie nuova per l’Emilia-Romagna, e in alcuni territori delle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia, quest’anno ha causato seri danni alle coltivazioni, soprattutto alle piante da frutto. Come altre specie, in questo periodo con l’abbassarsi delle temperature la cimice tende a spostarsi verso abitazioni e altri luoghi riparati dal freddo, ad esempio magazzini e garage. Anche se non è pericolosa per l’uomo è necessario combatterla nel momento di massima vulnerabilità: bastano alcuni accorgimenti per evitare che nelle nostre case le cimici asiatiche trovino un buon rifugio per l’inverno.
Ecco alcune strategie di controllo, preventive e di contenimento, suggerite dal Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.

Cosa fare per impedire l’ingresso delle cimici nelle abitazioni:

  • collocare zanzariere o reti anti-insetto alle finestre, attorno ai comignoli dei camini non in uso, sulle prese d’aria;
  • sigillare crepe, fessure e tutti quegli accessi che consentono il passaggio delle cimici (tubazioni, canalizzazioni, feritoie, ecc.)

Cosa fare per eliminare gli ospiti indesiderati:

  • utilizzare strumenti di pulizia per la casa a vapore per stanare gruppi di cimici annidate in cassonetti, infissi, tubature, ecc.
  • utilizzare l’aspirapolvere per raccogliere le cimici che si trovano in posti più facilmente raggiungibili (soffitti, verande) o dopo averle stanate col vapore. Si possono usare anche bottigliette di ghiaccio spray per fare cadere le cimici a terra.

Le cimici raccolte non vanno liberate all’esterno, ma vanno eliminate immediatamente (si consiglia di immergere il contenitore utilizzato per raccoglierle in una bacinella d’acqua saponata per alcuni minuti) per evitare che si annidino altrove e che la primavera successiva ritornino in campagna a danneggiare le coltivazioni.

Evitare invece l’uso domestico di insetticidi che risultano poco efficaci e possono diventare dannosi per le persone, mentre possono essere utilizzati per il trattamento esterno degli infissi, dei cassonetti o di altri punti critici (solo nel caso che si lasci l’abitazione per alcuni giorni) e di ambienti non abitativi in cui non vi siano prodotti alimentari.

Per maggiori informazioni visita la sezione dedicata della Regione – Emilia – Romagna

Comunicazione a cura dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico