Si è tenuto il 16 luglio scorso il 2° incontro del laboratorio del percorso partecipato “Borgo Paglia in comune”, al quale hanno partecipato nuovamente molti cittadini seriamente impegnati nel progetto.

Il laboratorio è organizzato dal Comune di Medicina, seguito dai due tecnici del Comune Rachele Bria e Silvia Suzzi, con il supporto di Kiez Agency, agenzia che si occupa di gestire le trasformazioni urbane insieme alle persone e alle comunità che abitano in quegli spazi, nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana denominato “Lungo il canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale e sociale”.

Il gruppo dei partecipanti si è diviso in tre tavoli di lavoro in cui, con l’aiuto dei moderatori, si sono

confrontati progettisti, tecnici comunali e abitanti: i progettisti hanno spiegato i principi generali di progetto e l’area di lavoro, ed i moderatori hanno fatto una sintesi degli elementi di conflittualità e di potenzialità già emersi sull’area attraverso le interviste e il laboratorio precedente.

Attraverso utilizzo di mappe di progetto e di foto aeree delle aree interessate sono state approfondite le tre principali aree di trasformazione del borgo:

  1. Giardino degli stendini e parcheggio antistante l’ex macello;
  2. Casa di Quartiere, via Luminasi, via Simoni;
  3. Via Fava, ex mulino, verde diffuso.

Al termine dell’incontro è stato stilato il report (allegato) propedeutico al prossimo incontro del laboratorio che si svolgerà a settembre.

La storia del Borgo inferiore (Borgo Paglia) al Baurg

All’interno della piccola Medicina che fu si potevano riconoscere sei “quartieri”: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg.

Il borgo inferiore (borgo Paglia) era il luogo dei diseredati, operai agricoli, lavoratori poveri, gente “da basto e da galera” che aveva il suo vero e proprio ghetto in “Buci Stronzi”, l’area un po’ appartata e all’aria aperta dove ci si recava per sopperire alle proprie esigenze fisiologiche, non essendoci i servizi igienici all’interno delle case, nei pressi della quale i più sfortunati vivevano.

L’edificio più rappresentativo è sicuramente il macello vecchio. Imponente costruzione risalente al 1844, progettata dall’ingegnere Angelo Emiliani, che aveva come fine, più che l’utilità della macellazione, la bellezza dello stesso che si mostrava a chi avesse percorso la via San Vitale (che allora era poco più di una strada bianca) da Ravenna verso Bologna. Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il “Norge”. Il Norge era il dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la sua trasvolata sul Polo Nord del 1926, ripetuta nel 1928 con al seguito il telegrafista medicinese Giuseppe Biagi. Molto probabilmente per le dimensioni, l’edificio era stato paragonato al mitologico dirigibile.

Al Baurg assunse dignità di borgata quando fu costruito il caseggiato popolare delle “case nuove” e il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare in seguito alla costruzione fuori città del macello nuovo (1925).

Le case nuove, al Ché Novi, erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo costruite tra il 1910 e il 1911, che andarono completamente a nascondere l’imponente edificio del macello vecchio, il Norge. Il Comune si trovò nella necessità di alloggiare diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri pericolanti e malsani, oltre ad un certo numero di sfrattati di Portonovo. Le famiglie sistemate nelle case nuove furono 36 e ogni nucleo famigliare, indipendentemente dal numero dei componenti, disponeva soltanto di una camera e di una cucina. I servizi igienici erano al centro del cortile in comune: quattro gabinetti e due lavanderie.

Al Borgo si viveva in una comunità a sé stante che si realizzava attorno alla “Piazatta”, piazza Cuppini, dove si potevano trovare le botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

 

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Notizia a cura della Segreteria del Sindaco