Sabato 29 giugno si è svolto il primo laboratorio del percorso partecipato “Borgo Paglia in comune” a cui hanno aderito entusiasticamente molte persone, principalmente abitanti dell’antico borgo.

Il laboratorio è organizzato dal Comune di Medicina con il supporto di Kiez Agency, agenzia che si occupa di gestire le trasformazioni urbane insieme alle persone e alle comunità che abitano in quegli spazi, nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana denominato “Lungo il canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale e sociale”.

L’incontro si è sviluppato in tre fasi: un racconto in plenaria del progetto, una camminata di quartiere per il Borgo e un momento di raccolta delle impressioni sulla camminata.

L’ingegnere Rachele Bria del Comune di Medicina, responsabile del progetto, ha spiegato ai presenti che, in seguito all’aggiudicazione di un finanziamento regionale di circa € 1.000.000,00 per la riqualificazione degli spazi pubblici posti lungo il tratto urbano del Canale di Medicina, è iniziato l’iter di progettazione partecipata di uno degli interventi compresi nella strategia complessiva, che riguarda la riqualificazione del quartiere di Borgo Paglia.

L’area, che un tempo veniva chiamata Borgo Paglia, comprende la zona contenuta tra le vie Fava, Mazzini, Corridoni, Melega.

Il progetto prevede di migliorare la qualità dello spazio sia dal punto di vista ambientale e microclimatico, creando più zone di ombra e sostituendo l’asfalto con materiali più permeabili all’acqua, che dal punto di vista relazionale, capendo come viene utilizzato lo spazio oggi e come può essere utilizzato in futuro. Il processo di partecipazione accompagnerà l’intero progetto, che durerà circa due anni e si occuperà della co-progettazione degli spazi aperti del Borgo.

L’architetto Elena Farnè, coordinatrice del gruppo dei progettisti che si sta occupando di ripensare la città, ha spiegato il progetto presentato in Regione che consiste nella trasformazione dell’area verde del mulino in un giardino urbano, di via Fava in una strada a scorrimento lento, della riorganizzazione di parcheggi, percorsi pedonali e verde, il cambiamento di via Cuscini nella piazza della nuova Casa di Quartiere.

Dopo i saluti del sindaco Matteo Montanari, i partecipanti guidati da Luca Vandini di Kiez Agency sono usciti dall’edificio in cui si è tenuto il laboratorio e hanno fatto una camminata nel quartiere per capire meglio quali saranno i luoghi di cambiamento dell’area.

Durante ogni sosta è stato chiesto ai partecipanti di indicare elementi che ritenevano positivi e negativi di ogni luogo e di scriverlo su post-it forniti dagli organizzatori.

I partecipanti si sono rivelati particolarmente coinvolti, creando un clima disteso e informale che ha reso la giornata molto fattiva e produttiva.

Al termine della passeggiata, il gruppo è rientrato all’interno dell’edificio e si è riunito in plenaria.

Tutti i post-it prodotti dai partecipanti sono stati analizzati, raccolti per gruppi tematici e raccontati in forma sintetica ai partecipanti per condividere collettivamente quanto emerso raccogliendo ulteriori considerazioni e domande.

Il prossimo incontro si terrà martedì 16 luglio alle 18.30: luogo di ritrovo incrocio tra via Luminasi e via Simoni, davanti all’ex macello.

I partecipanti lavoreranno insieme ai progettisti sulle diverse aree di trasformazione del borgo, cercando di definire insieme quali elementi del progetto possono essere modificati o integrati per rispondere alle sfide poste dal percorso di riqualificazione urbana dell’area.

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La storia del Borgo inferiore (Borgo Paglia) al Baurg

All’interno della piccola Medicina che fu si potevano riconoscere sei “quartieri”: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg.

Il borgo inferiore (borgo Paglia) era il luogo dei diseredati, operai agricoli, lavoratori poveri, gente “da basto e da galera” che aveva il suo vero e proprio ghetto in “Buci Stronzi”, l’area un po’ appartata e all’aria aperta dove ci si recava per sopperire alle proprie esigenze fisiologiche, non essendoci i servizi igienici all’interno delle case, nei pressi della quale i più sfortunati vivevano.

L’edificio più rappresentativo è sicuramente il macello vecchio. Imponente costruzione risalente al 1844, progettata dall’ingegnere Angelo Emiliani, che aveva come fine, più che l’utilità della macellazione, la bellezza dello stesso che si mostrava a chi avesse percorso la via San Vitale (che allora era poco più di una strada bianca) da Ravenna verso Bologna. Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il “Norge”. Il Norge era il dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la sua trasvolata sul Polo Nord del 1926, ripetuta nel 1928 con al seguito il telegrafista medicinese Giuseppe Biagi. Molto probabilmente per le dimensioni, l’edificio era stato paragonato al mitologico dirigibile.

Al Baurg assunse dignità di borgata quando fu costruito il caseggiato popolare delle “case nuove” e il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare in seguito alla costruzione fuori città del macello nuovo (1925).

Le case nuove, al Ché Novi, erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo costruite tra il 1910 e il 1911, che andarono completamente a nascondere l’imponente edificio del macello vecchio, il Norge. Il Comune si trovò nella necessità di alloggiare diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri pericolanti e malsani, oltre ad un certo numero di sfrattati di Portonovo. Le famiglie sistemate nelle case nuove furono 36 e ogni nucleo famigliare, indipendentemente dal numero dei componenti, disponeva soltanto di una camera e di una cucina. I servizi igienici erano al centro del cortile in comune: quattro gabinetti e due lavanderie.

Al Borgo si viveva in una comunità a sé stante che si realizzava attorno alla “Piazatta”, piazza Cuppini, dove si potevano trovare le botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

 

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco