Il 27 marzo 2024, in Città Metropolitana, è stato siglato, dalle associazioni dei proprietari/e immobiliari e dai sindacati degli inquilini/e, l’Accordo territoriale metropolitano per i contratti di locazione a canone concordato che stabilisce regole condivise e criteri trasparenti per gli affitti a canone calmierato.
L’accordo, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali degli inquilini e dei proprietari, rinnova quello del 2022 e introduce un unico riferimento valido per tutti i Comuni della Città metropolitana di Bologna.
In questo modo si supera la precedente distinzione tra il Circondario Imolese e gli altri Comuni, con una semplificazione burocratica a beneficio della cittadinanza.
Negli ultimi anni, il mercato degli affitti liberi ha registrato forti aumenti, anche a causa della crescita degli affitti turistici. Questo ha ridotto l’offerta di alloggi per affitti di lungo periodo e ha reso i canoni troppo elevati per molte persone. L’accordo ha come obiettivo favorire affitti stabili a prezzi più accessibili.
Tutte le principali organizzazioni di inquilini e proprietari hanno aderito all’accordo.
Dopo un confronto complesso, sono state introdotte alcune novità attese da tempo:
- aggiornamento delle zone omogenee della città;
- aumento contenuto dei canoni massimi (entro l’11%);
- impegno esplicito contro ogni forma di discriminazione.
I contratti ad affitto concordato offrono vantaggi sia a chi è in affitto sia a chi è proprietario. Le persone affittuarie beneficiano di canoni più bassi rispetto al mercato, calcolati in base a criteri oggettivi, e possono ottenere detrazioni fiscali Irpef in determinate condizioni.
Le persone proprietarie, in cambio, possono accedere a agevolazioni fiscali, come la cedolare secca, e per il Comune di Medicina una riduzione del 25% dell'aliquota IMU ordinaria.
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